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In fondo è qualcosa che sapevamo già, tanto da Bear Grills che dai cinesi: vermi e affini possono essere mangiati.
Adesso la cosa passerà anche tra le mani di gruppi di ricerca finanziati dall’Unione Europea, che stanzia 3 milioni di euro per studiare le reazioni allergeniche e la composizione degli aminoacidi in relazione alla salute umana e animale, per mettere a punto una serie di criteri di utilizzo delle proteine derivanti dagli insetti che possano essere regolamentate a livello europeo. Oltre, ovviamente, a quello che riguarda la componente di impatto ambientale di una eventuale modifica delle abitudini alimentari, e anche alle componenti sociali della cosa. I vermi (e più in generale gli insetti) sono oggetto di ricerca anche e forse soprattutto nell’ipotesi di utilizzarli per l’alimentazione animale. Questo permetterebbe di creare mangimi alternativi e quindi utilizzare le coltivazioni oggi adibite a foraggio per prodotti alimentari umani
Il tutto per cercare di raggiungere quello che viene definito di sviluppo sostenibile anche in campo agroalimentare
Sono cose importanti, anche se probabilmente a noi “occidentali” fanno un po’ schifo. Ma se me li tritassero tutti e me li mettessero su una polpetta, per esempio, credo che potrei mangiarli pure…
Ora riporto un passo preso sano dall’articolo
La ricerca potrebbe incontrare il favore delle multinazionali alimentari: è solo in tempi recenti che MacDonald, Burger King, Taco Bell e altri giganti del fast-food hanno deciso di eliminare dalla produzione additivi chimici, rielaborando però altri scarti del processo da poter “commercializzare” come carne al 100%. In questo senso potrebbe essere allettante per i magnati dell’hamburger immettere sul mercato degli “ecoburger” ai vermi. Comunicati e promossi, ovviamente, nel modo più adeguato ai bacini d’utenza.
Fonti: Proteine alternative dai vermi – Tecnici.it