Le teorie genetiche e psicologiche sull’omosessualità, 5.0 out of 5 based on 3 ratings
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Nessuno scienziato potrebbe definire l’omosessualità contro natura! Semplicemente perchè in natura esiste ed è riscontrabile in più di 450 specie animali.
Nella Bibbia i rapporti omosessuali sono stati da sempre condannati ma in passato, in particolare nell’antico Egitto e nella cultura Greca e Romana, erano pienamente accettati e praticati. I Greci erano culturalmente bisessuali e intendevano come rapporto d’amore propriamente detto quello omosessuale preferibilmente con un patner più giovani (“Il simposio” di Platone ne è un esempio).
Freud nei Tre saggi sulle teorie sessuali include l’omosessualità nelle aberrazioni sessuali (o perversioni) definendola “inversione”.
Le persone invertite attraversavano negli anni dell’infanzia una fase di “fissazione”, intensa ma breve, sulla donna (perlopiù la madre) e dopo averla superata si identificano con essa e assumendo sé stessi come oggetto sessuale. Il definitivo orientamento si ha in età adulta ed è il risultato di una serie di concause di natura costituzionale e accidentale. Tra i fattori accidentali c’è la “frustrazione” (intimidazione precoce che ha distolto dal sesso) e la forte o assente presenza di ambedue i genitori.
Anche le teorie successive a quelle di Freud vedono nella cattiva influenza dei genitori la causa principe dell’omosessualità e in particolare Kohut introducendo il concetto di “Sè” riconosce nella capacità di empatia della madre il principale strumento di costruzione del “Sé-grandioso” e nella capacità empatica del padre il farsi riconoscere come “Oggetto-Sé” idealizzato. Se la madre non riflette sufficientemente il figlio nella sua mascolinità o se il padre non gli offre una valida immagine guida per la sua costruzione del Sé maschile, allora si creano le condizioni per una “fissazione” dell’omosessualità e l’omosessuale “fissato” va alla disperata ricerca della parte maschile del Sé che nell’infanzia gli è stata negata.
Anche Jung concorda con Freud circa l’“infantilismo del carattere” come origine dell’omosessualità nell’adulto ma riconosce nell’omosessuale degli atteggiamenti positivi legati a caratteristiche femminili : il senso estetico, la capacità di immedesimazione, il senso della storia con culto dei valori del passato, “… senso dell’amicizia che tra le anime maschili crea legami di sorprendente tenerezza”.
Se tuttavia le teorie psicologiche fossero reali, si sarebbe potuto curare e trattare l’omosessualità con la psicanalisi, cosa che lo stesso Freud riconosce come “non necessaria” in quanto gli omosessuali sono di per sè socialmente innocui.
Bem nella sua teoria “Exotic Becomes Erotic” (EBE), ipotizza che l’atteggiamento omosessuale dipenda indirettamente dal temperamento del bambino più o meno incline ad accettare giochi prevalentemente femminili forchè maschili. Questa diversità si rispecchierà nell’adulto come attrazione erotica, indirizzandolo verso uno sviluppo in senso omosessuale.
Si è in oltre scoperto che il temperamento dei bambini è un fattore ereditario di conseguenza si è potuta ipotizzare un’origine almeno parzialmente genetica di tale comportamento.
Nuovi studi hanno invece riscontrato una prevalenza di omosessuali fra i primogeniti e, per spiegare questo fenomeno, è stata elaborata una teoria che fa riferimento a meccanismi di tipo immunitario simili a quelli che si sviluppano in caso di incompatibilità per il fattore RH tra il sangue della madre e quello fetale. In particolare la presenza di prodotti specifici del feto maschio provocherebbe una reazione immunitaria materna che aumenterebbe progressivamente di intensità nelle successive gravidanze di feti maschi. Inizialmente si ipotizzò che fosse il testosterone a stimolare la produzione di anticorpi materni, i quali, attraversando la placenta, avrebbero ridotto l’attività biologica dell’androgeno, alterando così la differenziazione del cervello fetale. Ipotesi più recenti fanno riferimento a un antigene fetale del complesso minore di istocompatibilità specifico maschile, legato al cromosoma Y.
Tale tesi non ha avuto un riscontro empirico.
Riguardo una possibile componente genetica dell’omosessualità è stata riscontrata, dagli studi di Dean Hamer, la possibile influenza sull’orientamento sessuale maschile di geni legati al cromosoma X, in particolare nella regione Xq28.
Si ipotizza che l’Xq28 possa sintetizzare una proteina che è direttamente coinvolta nella nascita e nella morte dei neuroni della regione INAH-3.
INAH-3 fa parte dei quattro nuclei interstiziali dell’ipotalamo anteriore (INAH) ed è in media più grande negli uomini rispetto alle donne. LeVay, esaminando il cervello di uomini omosessuali e confrontandolo con quello di eterosessuali, scoprì che l’INAH-3 dei maschi omosessuali aveva dimensioni più simili a quella dello delle donne che a quello dei maschi eterosessuali! Questo dimostrerebbe che i maschi eterosessuali e maschi omosessuali hanno centri che regolano il comportamento sessuale organizzati in modi differenti.
Gli studi di LeVay presentavano però dei problemi legati al fatto che i cervelli esaminati provenivano da omosessuali deceduti a causa dall’AIDS ed è possibile che la differenza riscontrata sia attribuibile alla malattia, in oltre i malati di AIDS non sono una percentuale rappresentativa del mondo.
Altre teoria sull omosessualità sono legate a fattori di tipo ambientali come lo stess materno durante la gravidanza, che altererebbe l’ambiente ormonale intrauterino andando a interferire con il funzionamento dell’asse ipotalamico-adrenalinico-gonadale del feto e causandone deviazioni dalla normale differenziazione sessuale ; il mancinismo, è stato riscontrato un uso “meno coerente” della mano destra nei gay e nelle lesbiche; il dimorfismo delle dita, in particolare sulla lunghezza dell’indice e dell’anulare, i maschi hanno la tendenza ad avere l’indice molto più corto dell’anuare, mentre le donne tendono avere le due dita lunghe uguali.

Dilemma Darwininano: Che ruolo avrebbero allora gli omosessuali in natura se non contribuiscono alla moltiplicazione della specie?
La risposta viene data da alcuni ricercatori dell`università di Padova tra cui il prof. Camperio Ciani che spiega:

“Questa scoperta rovescia gli stereotipi comuni per i quali gli omosessuali sono discriminati perché contro-natura. Il nostro studio sembra invece spiegare che fanno parte di un disegno evoluzionistico assolutamente naturale, che punta ad aumentare la natalità. Le cifre dimostrano che nelle popolazioni dove maggiore è l’incidenza di persone omosessuali si registra anche una maggiore fertilità femminile. Siamo di fronte a una sorta di “strategia di selezione fra geni” da parte della natura..
..l’omosessualità maschile è sempre presente in tutte le popolazioni della terra; nessuna popolazione è totalmente composta da gay; l’eredità è assimetrica, legata al ramo materno; i gay hanno da parte materna nonne, zie, cugine, che fanno più figli rispetto alla media..”

È bene sottolineare che la scienza non è giunta ancora a nulla di concreto..quindi il dibattito in questione è prevalentemente di natura teologica ed etologica.

Approfondimenti: Teorie su omosessualità