C’era una volta Cenerentola, 5.0 out of 5 based on 2 ratings
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Cenerentola è il personaggio delle fiabe più antico e conosciuto nel mondo.
Di lei se ne contano più di 300 varianti legate ognuna alla tradizione popolare e al periodo storico in cui è ambientata.
Ad oggi la versione più nota e standardizzata è quella di Perrault, dalla quale trasse ispirazione l’omonimo lungometraggio Disney del 1950.
Non meno degna di nota è la variante dei fratelli Grimm caratterizzata da personaggi differenti e azioni più cruente.
La loro storia si apre con le ultime parole della vera madre di Cenerentola che, prima di morire, raccomanda alla figlia di essere sempre pìa e buona con il prossimo. Con l’avvento della primavera il padre si risposò con una donna che aveva da un passato matrimonio due figlie belle in volto ma perfide d’animo.
La giovane venne relegata in cucina, costretta a fare i lavori di casa e a dormire sulla cenere del focolare perchè non aveva più una stanza in cui stare; e poiché era perennemente sporca di cenere, cominciarono a chiamarla con il suo famoso nomignolo. Nella versione di Perrault l’appellativo Cenerentola le venne dato da una sola sorellastra che la vedeva sempre seduta vicino al camino dopo i lavori di casa; l’altra, si divertiva a chiamarla Cucciolona.
Venne il giorno in cui il re organizzò un ballo al castello, della durata di tre giorni, per permettere al figlio di prender moglie. Vi furono invitate tutte le belle fanciulle del reame tra cui Cenerentola e le sue sorellastre. Anche nella versione uffiale il ballo si svolse in tre giorni.
Cenerentola pregò insistentemente la matrigna di darle il permesso di andare al ballo e quest’ultima acconsentì a condizione che fosse riuscita a raccogliere prima in due ore e poi in un ora le lenticchie che aveva sparso volontariamente nella cenere.
Grazie all’aiuto delle colombe, che erano sul retro del giardino, riusci a finire in tempo il suo lavoro, ma la matrigna non mantenne la parola data e Cenerentola non andò al ballo.
Rimasta sola in casa disperata, si recò alla tomba della madre, e ..non apparse nessuna fata.
La fata madrina è presente solo nella versione di Perrault con tutti i suoi poteri: traformare la zucca in carrozza, i topolini in cavalli, i sorci in cocchieri, lucertole in lacchè, i cenci in un bellissimo vestito di pietre prezione con scarpette di vetro, e i suoi limiti: la mezzanotte!
Nella storia dei fratelli Grimm Cenerentola si rivolgerà per tutte e tre le sere ad un alberello di nocciolo che aveva piantato e annaffiato con le sue lacrime giorni prima sulla tomba della madre dicendogli :

“Alberello, sgrullati e scuotiti,
d’oro e d’argento coprimi.”

E come d’incanto un uccellino bianco posatosi su di un ramo le porgerà abiti bellissimi e scarpette d’oro e argento.
La prima sera giunse al ballo con il suo vestito scintillante, irriconoscibile senza i suoi stracci; il primo ad avvicinarsi fu proprio il principe che le prese la mano e ballò con lei tutta la notte.
Cenerentola non aveva nessuno obbligo di tornare a casa prima della mezzanotte ma si sentiva in dovere di rincasare prima della sua famiglia per non essere scoperta e cosi, ad un certo punto della serata, fuggì via inseguita invano dal suo principe.
La storia si ripeterà per tutte e tre le sere, col principe che in ogni fuga si ritroverà sempre più vicino a scoprire l’identità della sconosciuta fanciulla del ballo! Anche perché Cenerentola tenderà a nascondersi praticamente in casa sua! Prima sulla colombaia e poi su di un albero di pero del suo giardino che il principe farà buttar giù a picconate!
La terza sera con in dosso un abito ancor più bello dei precedenti con, questa volta, delle scarpine di oro puro fuggì di nuovo via, ma.. il principe non si fece trovare impreparato! In previsione di un’ulteriore fuga fece cospargere le scale esterne di pece cosicché a Cenerentola durante la sua ennesima corsa verso casa le rimase incollata una scarpina sui gradini.
Il principe la raccolse e il giorno dopo la portò direttamente a casa del padre di Cenerentola affermando che avrebbe sposato la fanciulla che, in quella casa, fosse riuscita a calzare quella scarpina d’oro.
La sorellastra maggiore la prese con se e cercò indossarla ma era troppo piccola per lei, e cosi, sotto consiglio della madre, prese un coltello e si tagliò l’alluce.
Il principe vendendole in dosso la scarpina la fece montare sul suo cavallo in qualità di sua sposa e si diresse verso il castello. Lungo la strada passarono davanti all’alberello di nocciolo dove due colombi, amici di Cenerentola, gli fecero notare l’inganno.
Non fu da meno la seconda sorellastra che, in disparte, non riuscendo a far calzare la scarpina si tagliò via un pezzo di calcagno, ma neanche il tempo di arrivare al castello che i due colombi di prima smascherarono anche lei.
Alla fine arrivò il turno di Cenerentola, alla quale, ovviamente la scarpa calzava a pennello. I due decisero di sposarsi e.. vissero felici e contenti?
Ancora no o meglio, nella versione di Perrault si! Perchè le sorellastre, pentite, furono perdonate dal grande cuore di Cenerentola che le volle con se al palazzo e le fece sposare con due gran signori della corte.
Nella storia dei Grimm le sorellastre durante il matrimonio di cenerentola, nel tentativo di conquistare favori dalla propria sorella, all’uscita della chiesa furono punite per la loro malvagità da due colombi che cavarono loro gli occhi, lasciandole cieche del tutto.

Approfondimenti: F.lli Grimm: Cenerentola